Primavere sacre e ritualità del Sannio antico – “Ver Sacrum e rituali dei Sanniti: dalla fondazione di Bovaianom alla Guerra Sociale”

  1. Che c’entrano i Sabini con i Sanniti? La Primavera Sacra di Bojano

“Andate a cercare la terra Saturnia dei Siculi, e anche Cutilia degli Aborigeni dove galleggia un’isola; dal momento che l’avrete raggiunta fate un’offerta di uomini e a Febo dedicate la decima, le teste al figlio di Crono e un uomo intero al sovrano degli dei” .

Il testo dell’oracolo, qui riportato, è testimoniato da Dionigi d’Alicarnasso, nella sua opera sulle Antichità romane, a proposito dell’origine dei Sabini, dai quali discenderanno, poi, i Sanniti. L’odierno Lago di Paterno, nel comune di Castel Sant’Angelo (in provincia di Rieti), è l’antico Lacus Cutiliae, di cui importanti fonti storiche di epoca romana descrivono l’aspetto e le caratteristiche che lo rendevano  un luogo sacro, inaccessibile e magico.

Quello specchio d’acqua (ca. 54 mt di profondità), pressoché circolare, su cui fluttuava un’isola galleggiante, è l’ombelico d’Italia (Umbilicus Italiae) di cui parla Varrone, ed è strettamente connesso sia alle origini del popolo sabino che a quelle di altri popoli italici (tra cui Piceni, Pentri, Frentani, Irpini, Caudini), la cui genesi è legata al rito del ver sacrum, che proprio qui avrebbe avuto il suo principio iniziatore. Da questo luogo sacro, da questo “santuario”, connotato da forte valenza oracolare, originarono in epoca preromana le migrazioni rituali dei popoli italici, ciascuna con il proprio animale totemico: il picchio per i Piceni, il bue per i Pentri, il lupo per gli irpini.

Antichissima è l’origine della nostra città! Storia e leggenda si confondono in un mito che si riassume in due parole “Ver Sacrum”. La primavera sacra sabella descritta da Strabone e da molti altri storici dell’antichità si celebrava per vincere una battaglia, allontanare un pericolo o porre fine a una calamità naturale. I sabini promettevano in tali occasioni di sacrificare al dio Mamerte tutto ciò che fosse nato nella primavera successiva: piante, animali, bambini. Questi ultimi, tuttavia, non venivano immolati  sull’altare, ma lasciati crescere come “sacrati”. Poi, raggiunta la maggiore età, erano obbligati ad abbandonare le loro comunità e a cercare nuove terre,  sotto la guida di un animale sacro. In un’epoca lontanissima, forse già nel X secolo a.C.,  un gruppo di giovani  Sabini,  consacrati a Mamerte, partono guidati da un bue,  alla ricerca di pascoli e terre da coltivare. Giunti alle sorgenti del Biferno il bue si ferma, beve e … scompare”! I giovani capiscono di aver raggiunto la meta, eseguono gli antichi riti di consacrazione della terra e dei confini, celebrando così la nascita della città di “BOVAIANOM”.  Sarà  questa la capitale del più fiero fra i popoli del Sannio, i PENTRI”[brano estratto dal “Ver Sacrum e rituali dei Sanniti” di Bojano]

Così i giovani sacrati Safini, migrati da Cotilia, trovarono la loro nuova terra, fondarono la loro città capitale, diventarono pastori organizzati e valenti guerrieri; prosperarono dal punto di vista socio-economico e culturale, mantenendo strette relazioni con le città costiere magno-greche, in specie con Taranto.